Le mie sensazioni

Stranezze Quiete: Il Manifesto
La mia arte oggi è segno, senso e materia. Si scolpisce, si immagina e si respira. Non seguo regole: combatto come un soldato in prima linea e nessuna azione creativa riflette la paura di non farcela. Non ripeto, non copio, non lavoro su molti telai; obbedisco solo al mio istinto che mi chiede di venire al mondo.
Creo su lenzuola stese e panni colorati. I miei colori sono panni ad asciugare nei vicoli dove il sole non entra mai: stracci di una terra viva e anarchica, Napoli. La mia ispirazione, il mio tormento, il mio odio, il mio amore. La mia vita è sospesa tra teatro e pittura, un ordine d’idee mai venuto meno e sempre prodotto tra matita e segno. Oggi consegno al mondo le mie “Stranezze quiete”.
La Genesi del Cristo
Nei giorni bui della mia arte, cresceva in me la voglia di smetterla. Lavoravo senza sapere cosa stessi creando; pregavo e maledivo in un connubio di dolori. Mai preghiera fu più esaudita.
Lavoravo e sperimentavo come un fiume in piena, quasi intontita: il desiderio era più forte della stanchezza. Così, in quel turbine di sensazioni, plasmai lei: la mia arte. Ciò che a prima vista, in orizzontale, mi appariva come un semplice straccio, si rivelò — osservandolo in verticale — un Cristo.
L'Essenza
Dal figurativo al segno, dall’istinto alle forme. Di chi è questa forma? Chi guarda? La forma si esalta e diventa gioco, il gioco diventa nuvola, la nuvola diventa viso, corpo, ali e danzatrici. No, non è straccio e non è nuvola: essa è semplicemente me. La mia arte.
PattyGi
